IMMAGINI DI FEDE: I BRONZETTI DEGLI DEI INDIANI
Di Renzo Freschi

In India, in ogni casa, negozio, ufficio, luogo di lavoro di religione hindu esiste una parete, una mensola, un piccolo spazio sopra un mobile dedicato alla o alle divinità venerate dalla famiglia o da chi opera in quel locale. Può essere una semplice stampa appesa al muro davanti alla quale il fedele recita una preghiera e brucia un bastoncino di incenso oppure è anche un vero altarino sul quale sono poste una o più statuine delle divinità. E’ una tradizione millenaria che rende presente la divinità anche al di fuori del tempio dove non tutti possono recarsi per i riti celebrati dai bramini. E’ inoltre una presenza viva perché queste statuine una volta consacrate non rappresentano la divinità ma la contengono, come una presenza viva, pronta ad ascoltare, a ricevere le suppliche, o anche semplicemente ad essere venerata. Tra i vari milioni di divinità del pantheon hindu ogni fedele ha il proprio dio o dea di riferimento al quale si affida e che celebra con preghiere a lui o lei dedicate. Da millenni l’altare domestico è composto dalle figurine delle divinità più popolari soprattutto in metallo, meno in pietra e raramente in legno, considerato un materiale deperibile e quindi poco divino. Quelle in metallo erano prodotte a cera persa, una tecnica complessa che richiede grande abilità e che in India è utilizzata da millenni. In molte città, spesso vicino ai grandi santuari meta di pellegrinaggio, esistevano e esistono tuttora laboratori che da generazioni creano con un lavoro che mescola dedizione religiosa e abilità tecnica sia le statue più grandi per i templi come quelle più piccole per il culto personale. Ugualmente nelle immense campagne indiane vi erano fonditori itineranti che con semplici ma ingegnose tecniche metallurgiche producevano strumenti d’uso quotidiano e di lavoro e anche piccole statue sacre per l’altare domestico. Queste due differenti tradizioni, quella che potremmo definire “classica” e quella “popolare” hanno prodotto stili molto diversi. Il primo riproduceva fedelmente le divinità come descritte dai sacri testi e le statuine devozionale avevano la stessa perfezione di quelle dei santuari mentre nelle zone rurali e tribali dove operavano artigiani meno esperti le immagini sacre erano meno perfette ma avevano una spontaneità e una fantasia che ne rafforzava l’efficacia espressiva.

2. Altare di Durga
Karnataka
XVIII / XIX secolo
H. cm 14

Queste differenze si possono osservare anche in alcuni esempi di questa raccolta. Il piccolo altare di Durga (n. 2) ha la stessa ricchezza e perfezione di un grande altare di un tempio importante mentre quello dedicato a Vishnu e Lakshmi (n. 15) mantiene la stessa struttura e coerenza iconografica ma la semplifica e la rende essenziale.

15. Vishnu con Lakshmi
Himachal Pradesh
XV secolo, Lega di bronzo
H. cm 21

7. Virabhadra
Karnataka o Tamil Nadu
XIX secolo
Argento sbalzato, cm 25 x 18

13. Divinità tribale
India centrale
XIX secolo
Lega di bronzo, cm 12

E che dire della placca di Virabhadra n. 7 così perfetta nel suo naturalismo di influenza inglese rispetto alla figura regale-divina (n. 13) così stilizzata da divenire bidimensionale ma di straordinaria efficacia? Un altro esempio immediato delle differenze stilistiche tra le diverse scuole regionali e etniche si vede attraverso il confronto tra il Vishnu (n.22), che si potrebbe definire “istituzionale”, che ricalca fedelmente i bronzi classici del Tamil Nadu nell’India meridionale e il Guerriero (n. 25) così essenziale e stilizzato da sembrare un graffito dell’età della pietra.

25. Guerriero
XVII/XVIII secolo
India Centrale (?)
Bronzo,  cm 10

22. Vishnu
Karnataka
XVIII/XIX Secolo
Lega di rame, cm 12

Tutte queste “immagini di fede” potevano essere acquistate presso negozi e venditori ambulanti specializzati in articoli legati al culto come incensi, oggetti rituali, rosari e ovviamente una miriade di statuine di varie dimensioni. Talvolta sono il ricordo di un pellegrinaggio al tempio dedicato alla divinità alla quale la famiglia è devota e il “bronzetto” benedetto dal sacerdote diviene il simulacro domestico del dio ma anche ricordo di un viaggio spirituale e di un momento di svago dalla vita di tutti i giorni. Quando poi un fedele si allontana da casa a lungo può sentire la necessità di portare con sé la statuina della sua divinità tutelare alla quale rivolgere le preghiere quotidiane: sono bronzetti “da viaggio” come il piccolo altare di religione jain n. 19

30. Altarino Jain da viaggio
Gujarat, XV-XVI secolo
Lega di bronzo, H 6,5 cm

31. Hanuman e Ganesh
Resina, da 6 a 9 cm

Dopo secoli si ininterrotta tradizione la produzione di queste statuine sacre cambia nella seconda metà del XIX secolo quando la diffusione di immagini stampate, più economiche di quelle in metallo, permette con pochi centesimi di appendere alla parete il proprio dio di riferimento. Un ulteriore cambiamento avviene poi con la fusione a stampo con la quale sono prodotte numerose copie della stessa immagine decisamente più convenienti di quelle fuse a cera persa ma tutte uguali e senza la qualità unica e raffinata dei bronzetti di questa raccolta. Infine nel XX secolo e recentemente nuovi materiali come la plastica e le resine hanno permesso una produzione ancora più economica arricchendo le statuine con una brillante policromia (n. 30).

Questo dipinto di grande formato su tela – un supporto spesso preferito in Rajasthan per composizioni narrative e topografiche, in particolare al posto della più comune carta a mano – offre una rappresentazione notevolmente strutturata e animata di un vivace mercato urbano. Realizzata probabilmente a Jaipur o Bikaner intorno al 1780, l’opera esemplifica l’interesse pittorico per la vita civile e l’ordine spaziale, reso con precisione e vitalità. La composizione è meticolosamente organizzata in una griglia di nove colonne verticali, ciascuna suddivisa in tre registri orizzontali, formando così una matrice di 27 scene discrete. Questa segmentazione architettonica facilita una visione panoramica e al tempo stesso compartimentata dell’attività mercantile quotidiana, funzionando quasi come uno storyboard che cattura il battito cinetico di un bazar rajasthani. Tre ampi percorsi attraversano la lunghezza del dipinto, delimitando ampie corsie lungo le quali una varietà di venditori staziona in piccoli chioschi. Mentre gli attributi visivi delle figure non distinguono immediatamente i bottegai dai clienti, la natura di ciascun mestiere è sottilmente segnalata attraverso spunti iconografici.

Di plastica o di metallo, stampate o finemente cesellate, consumate o dipinte con i colori dell’arcobaleno le statuine degli dei continuano a polare gli altari delle case indiane e ad esser immagini di una fede millenaria e viva.

1. Ganesh
India, Orissa
XVII secolo
Lega di rame
H. cm 13
Prezzo su richiesta

Ganesh è seduto su un fiore di loto dove si vede anche un topo, il suo veicolo distintivo. Ha quattro braccia, quelle superiori impugnano un cobra e l’ankus, strumento usato per governare un elefante. Quelle inferiori hanno un rosario e un dolche che Ganesh, che ne è ghiotto, afferra con la proboscide.

2. Altare di Durga
Karnataka
XVIII / XIX secolo
H. cm 14
Prezzo su richiesta

E’ un piccolo ma ricco altare con la statua di Durga al centro. Ciò che colpisce è il numero di animali mitologici che circondano la dea: una grande maschera di kirtimukha alla sommità, due makara di fianco alla testa, sei pappagalli ai lati inferiori e il toro Nandi al centro della base. L’altare è composto di tre parti (la base, la statua e l’aureola. Ingrandite la foto e guardate la precisione di ogni particolare cesellato con la stessa cura di un grande altare destinato a un santuario.

 3.Durga che uccide il demone Mahisha
Orissa
XV / XVI secolo
Bronzo
H. cm 13
Prezzo su richiesta

La dea con espressione trionfante poggia la gamba sinistra sul leone, il suo veicolo, e la destra sul dorso del bufalo-demone, che trafigge con una lancia. Ciò che appare insolito sono la conchiglia e la ruota, oggetti rituali dell’iconografia di Vishnu.

4. Lakshmi
Tamil Nadu
XVIII / XIX secolo
Lega di rame,H. cm 15
Prezzo su richiesta

5. Narasimha con Lakshmi
Tamil Nadu
XIX secolo
Lega di rame , H. 9
Prezzo su richiesta

Narasimha è la quarta delle dieci manifestazioni (avatar) di Vishnu. Ha il corpo umano e la testa di leone; qui sostiene la dea Lakshmi seduta sulla sua gamba sinistra ripiegata.

6. Altare con Shiva, Parvati e Nandi
India centrale
XVII / XVIII secolo
Bronzo
H. cm 15
Prezzo su richiesta

E’un grazioso altare di tradizione tribale ma molto originale, raffinato e di ottima fattura. Le due immagini – probabilmente due divinità che proteggono il villaggio induizzate come Shiva e Parvati, poggiano sulla gamba esterna, che è allungata per sorreggerli come in una insolita posizione yoga. Sulla base si vedono il toro Nandi, un pavone, un cobra e uno shivalinga.

7.  Virabhadra
Karnataka o Tamil Nadu
XIX secolo
Argento goffrato
Cm 25 x 10
Prezzo su richiesta

Una classsica piastra con Virabhadra nella posizione Tribhanga. Poggia su una base da cui si alzano due colonne che terminano con due animali mitologici che reggono un arco che circonda la figura del dio con quattro braccia.La placca è sbalzata e cesellata con precisione e eleganza.

8. Virabhadra
Karnataka
XVIII secolo
Lega di rame
Cm 29 x 15

La placca è stata fusa a cera persa e poi ritagliata per dare alla figura del dio un particolare risalto.

9. Virabhadra
Karnataka
XVII/XVIII secolo
Lega di rame e fusione a cera persa
Cm 27 x 13,5

La placca è stata fusa a cera persa e poi ritagliata per dare alla figura del dio un particolare risalto.

10. Trittico con Vishnu, Lakshmi e Rukmini 
Tamil Nadu
XIX secolo
Lega di rame
cm 13 x 18
Prezzo su richiesta
E’ un trittico da altare composta dalle tre statuine inserite sulla base e dalla grande aureola che li incornicia.

11. Mahavira
Maharashtra, XVIII secolo
Bronzo, H 16 cm
Prezzo su richiesta
Pubblicato sul catalogo “Jainismo, Religione della Non-Violenza”
Mahavira è l’ultimo dei 24 Maestri del Jainismo vissuto nel VI secolo a C. Si distingue per il piccolo leone posto sulla base, suo simbolo distintivo.

12.  Vishnu e Lakshmi
Tamil Nadu
XVIII / XIX secolo
Lega di rame
H. cm 9
Prezzo su richiesta

13.  Divinità tribale (?)
XIX secolo
Lega di bronzo
H. cm 12
Prezzo su richiesta

Si tratta sicuramente di un personaggio importante, una divinità oppure una regina divinizzata, ma la mancanza di elementi distintivi come gli oggetti rituali solitamente impugnati dalle divinità hindu ne impedisce l’identificazione. I bracciali che coprono gli avanbracci, i grandi orecchini e il tipo di abbigliamento, insieme a una stilizzazione che riduce la figura alle sue linee essenziali, suggerisce una provenienza dalle zone delle tribù che popolano tuttora parte dell’India centrale.

14. Altare con Vishnu stante sulla tartaruga Kurma
India centrale
XIX secolo
Lega di bronzo
Cm 12 x 7
Prezzo su richiesta

 

Le dieci incarnazioni del dio Vishnu rappresentano la visione mitologica hindu della storia del mondo e dell’uomo, e potrebbero essere quasi interpretate in senso evoluzionistico: la nascita dell’uomo, o meglio della coscienza, dalle acque primordiali, sino all’attuale dimensione. Kurma è il secondo avatar del dio sottoforma di tartaruga, viene dopo Matsya, il Vishnu-pesce che vive nelle acque primordiali. Kurma è l’animale che vive sia nell’acqua che sulla terra, quindi segna il passaggio ad una nuova dimensione; ma l’oceano primordiale è colmo di ricchezze, tra le quali l’amrita, il nettare dell’immortalità e Kurma è anche la base sulla quale dei e demoni se lo disputano.
In questo altare in miniatura, composto da tre parti, Vishnu poggia sulla tartaruga, appunto il suo secondo avatar. Ha quattro braccia che impugnano i suoi caratteristici emblemi rituali: la conchiglia, il disco, la mazza e il fiore di loto, ed è circondato da un’aureola fiammeggiante; davanti a lui, due devoti sono in preghiera.

15. Vishnu con Lakshmi
Himachal Pradesh
XV secolo
Lega di bronzo
H. cm 21
Prezzo su richiesta

16.  L’eroe divinizzato Khandoba o Mallanna (?)
Maharashtra
XIX secolo
Fusione di bronzo
H. cm 22
Prezzo su richiesta

Circondato da un bel toran (portale dell’onore) sormontato da un cobra a cinque teste e dal muso di un kirtimukha mitologico, il dio-eroe cavalca il suo destriero impugnando una lancia e forse uno scettro. La statua è composta da tre parti separate: il cavallo, il cavaliere e il portale, infilato nella base del cavallo. Nelle perenni lotte di conquista di territori e ricchezze che fanno parte anche della storia dell’India, l’”eroe del villaggio” si erge come un paladino che difende la comunità, il villaggio, da nemici e potenti invasori. Kandhoba è uno di questi eroi locali, venerati nelle regioni del Sud India; hanno nomi diversi perché rappresentano tradizioni locali ma nella visione dell’induismo essi sono anche manifestazioni di Shiva, il più “bellicoso” degli eroi della trimurti. Per ulteriori informazioni potete leggere l’articolo “L’eroe del villaggio” pubblicato sul mio sito.

17. Quattro Dee-Madri 
Sud India
XVIII secolo
Rame, m 14
Prezzo su richiesta

18. Shiva
Tamil Nadu
XVIII secolo
Lega di rame
H. cm 7,5
Prezzo su richiesta

19. Altarino Jain da viaggio
Gujarat, XV-XVI secolo
Lega di bronzo, H 6,5 cm
Prezzo su richiesta

È un piccolo altare diviso in due parti che possono esser unite: l’altare vuoto come una cornice con due Tirthankara eretti e la statuina di un Jina seduto nella posizione del loto che può essere inserita o asportata dall’altare. Probabilmente era un piccolo altare da viaggio. È molto consumato e le scritte sul retro non sono decifrabili.
Pubblicato su “Jainismo, Religione della Non-Violenza” a pag. 68

20. Nandi, il toro veicolo di Shiva
Maharashtra
XIX secolo
Bronzo
Cm 8 x 8
Prezzo su richiesta

21. Annapurna
Karnataka
XIX secolo
Bronzo,  cm 4,2
Prerzzo su richiesta

Annapurna è la dea che garantisce il cibo alla famiglia e porta un grande cucchiaio sul grembo lo stesso con cui viene offerto il cibo ai pellegrini dopo aver assistito a una cerimonia nel tempio. E’ una statuina in miniatura, forse da viaggio, cesellata nei minimi particolari. Sicuramente era una immagine di culto personale che il proprietario ha voluto arricchire con un piccolo bracciale d’argento.

22. Harihara (?)
Karnataka
XVIII/XIX Secolo
Lega di rame
H cm 12,5
Prezzo su richiesta

Harihara è una divinità che unisce nella stessa immagine Vishnu e Shiva e rappresenta l’equilibrio tra la forza creatrice dell’Assoluto e quella distruttrice. In questo bronzetto tuttavia le braccia posteriori sostengono un loto e una conchiglia, simboli di Vishnu, mentre le mani anteriori impugnano una spada e uno scudo, attributi distintivi di Virabhadra che è tuttavia una manifestazione di Shiva.

23.Tirthankara jain
Bihar
Dinastia Pala XII secolo
Basalto, cm 12
Pubblicato sul catalogo “Jainismo, Religione della Non-Violenza 2024
Prezzo su richiesta

Nonostante sia di pietra questa immmagine in miniatura di uno dei Maestri Jain aveva la stessa funzione di quelle in metallo: piccole immagini da viaggio o per l’altare domestico. Il Jina qui sopra è nella posizione di “rinuncia del corpo” (kayotsarga) davanti a un portale con due colonne decorate con foglie dell’albero di Ashoka (saraca asoca), detto anche “albero senza dolore” e considerato una pianta sacra in tutta l’India. Le foglie dell’albero di Ashoka compaiono soprattutto nell’arte giaina dell’India settentrionale e la loro presenza sulle colonne intorno a questa piccola scultura permette di collocarla in questa area artistica. Il Jina è scolpito a tutto tondo; il corpo pieno e ben modellato.

24. Il Santo Jain Bahubali
Karnataka
XVIII secolo
Bronzo, H 12,5 cm
Prezzo su richiesta

Bahubali è il Santo per eccellenza del Jainismo. Vissuto alcuni secoli aC. decise di raggiungere l’Illuminazione e rimase eretto e immobile in meditazione per un anno: lentamente, come si vede in questa statuina, le piante gli avvolgevano il corpo senza che lui desistesse dalla ricerca della Conoscenza assoluta.

25. UN GUERRIERO
XVII/XVIII secolo
India Centrale (?)
Bronzo, cm 10
Prezzo su richiesta

Cpme un graffito delle caverne: puro, essenziale, senza tempo. Un bronzetto fuori dai canoni dell’arte indiana classica come solo nelle sperdute campagne o nelle aree tribali venivano semplici artigiani potevano creare.

26. UNA COPPIA DI DEE MADRI
XVIII secolo
Himachal Pradesh (?)
Bronzo, cm 12
Prezzo su richiesta

E’ una iconografia insolita, probabilmente legata a un culto locale. Le dee, quella grande è Durga, montano la groppa di due tigri riconoscibili per il disegno della pelliccia inciso sul corpo. Entrambe sono circondate dalla propria aureola.

27. GANESH
XVIII secolo
Tamil Nadu
Lega di rame, cm 6

Seduto su una doppia base di fior di loto è una statuina dal classico stile del Tamil Nadu di Ganesh con quattro braccia e le gambe aperte che esaltano la sua pachidermica pancia. La perfezione miniaturistica segue la scuola della millenaria scultura in bronzo di questa regione.

27. GANESH
XVIII secolo
Tamil Nadu
Lega di rame, cm 6

Seduto su una doppia base di fior di loto è una statuina dal classico stile del Tamil Nadu di Ganesh con quattro braccia e le gambe aperte che esaltano la sua pachidermica pancia. La perfezione miniaturistica segue la scuola della millenaria scultura in bronzo di questa regione.

28. GARUDA l’aquila divina
XIX secolo
India settentrionale
Lega di rame, cm 20
Prezzo su richiesta

Garuda è il veicolo di Vishnu, uccello mitologico dalla forma antropomorfa con le grandi ali aperte e il becco pronto a ghermire i serpenti simbolo delle forze avverse del sottosuolo. È nella sua iconografia classica ma con una semplificazione molto efficace. Le otto piume delle ali accentuano il dinamismo della statua.

29. HANUMAN
XV secolo (?)
Himachal Pradesh
Bronzo, H cm 6 +5 +5
Prezzo su richiesta

Consumati da un uso secolare tanto da essere praticamente bidimensionali questi mini figure di Hanuman esprimono il potente dinamismo della scimmia divina: le gambe sono aperte con i piedi rivolti a sinistra per indicare la sua irresistibile agilità e la lunga coda avvolge la figura come una cornice che la esalta, con la destra impugnano la ruota del potere di Vishnu. Sono due bronzetti di tradizione popolare ma la loro stilizzazione li rende una icona grafica .

30. Il dio scimmia Hanuman tra due Ganesh.
Singapore 2023
Resina policroma, da 6 a 9 cm

Sono tre esempi contemporanei dei tradizionali “bronzetti. Stampati a pressofusione sono poi dipinti con i più brillanti colori indiani evocando il fascino della mitologia hindu.

Renzo Freschi
info@renzofreschi.com
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