NUOVE PROPOSTE OTTOBRE 2022

I prezzi delle opere vanno da alcune centinaia ad alcune migliaia di euro.

1. Karnataka o Tamil Nadu.
Periodo Vijayanagar XVII secolo.
Bronzo, fusione a cera persa.
H. Cm 28

 

Ecco l’eroe, il guerriero, il dio mitologico che protegge da tutti i nemici: briganti che depredano il villaggio, eserciti alla conquista di nuovi territori, invasori barbari, musulmani, inglesi. Virabhadra non è più relegato nello spazio angusto di una formella ma è una statua a tutto tondo, assurto alla dignità di dei pan-indiani come Shiva o Vishnu. E come i sommi dei la sua immagine ha lo stile e i caratteri delle classiche statue del Tamil Nadu con un doppio basamento di fior di loto, regali paramenti, una elaborata tiara sulla testa, e pugnale e armatura del prode guerriero. Non molte sono le statue di Virabhadra e poche di questa qualità. Manca la spada nella mano destra.

2. Karnataka.
XVII / XVIII secolo.
Fusione di lega di rame.
Cm 27 x 21.
Pubblicata nell’articolo “Giuseppe Berger: Master Collector”, Arts of Asia
Autumn 2022, pag. 79.

E’ una delle più belle placche della collezione: elegante, essenziale, equilibrata, la figura di Virabhadra è un’icona di straordinaria e immediata potenza. Il dio  raffigurato  in cammino, come dimostrano i piedi girati verso la sua sinistra, impugna la spada lunga, lo scudo, il tamburello a doppia faccia e il tridente simbolo di Shiva.

3. Karnataka.Mysore
XIX secolo.
Dipinto su vetro. Cm 25 x 20 (cornice esclusa)
E’ un’immagine dipinta su vetro che proviene da  Mysore, sede nel XIX secolo di una scuola specializzata in questo tipo di dipinti. I grandi baffi di stile inglese dimostrano l’influenza che la dominazione coloniale ebbe sull’arte indiana.

4. Tamil Nadu.
XIX / XX secolo.
Oro 22 carati e argento.
Cm 4 x 3,6.

Il pendente riproduce esattamente le stesse figure delle più grandi placche in metallo. La lamina in oro sbalzato è foderata e incorniciata in argento con due anelli che permettono di appenderla al collo.

5. Karnataka o Tamil Nadu.
XVII / XVIII secolo.
Lega di rame. Cm 26 x 18.
Pubblicata nell’articolo “Giuseppe Berger: Master Collector”, Arts of Asia
Autumn 2022, pag. 87.

La ricchezza decorativa di questa placca fa pensare che fosse stata commissionata per un santuario. Le figure dal rilievo profondo riproducono fedelmente i gioielli e gli abiti delle statue più importanti, ed è proprio questo gusto “barocco” ma raffinato a ricordare lo stile delle sculture dei templi di Belur e Halebid del XII secolo. Sul retro è applicata una maniglia per l’ostensione rituale.

6. Tamil Nadu.
XIX secolo.
Argento con supporto e cornice di rame.
Cm 16,5 x 12,6.
Pubblicata nell’articolo “Virabhadra: the Divine Warrior”, Arts of Asia, Autumn 2022, pag. 84.

La placca, interamente sbalzata, presenta Virabhadra con Sati e Daksha all’interno di un arco sorretto da due colonne scolpite con fiori di loto. Lo sbalzo profondo dà un forte rilievo alle figure, rifinite con un raffinato lavoro di cesello. La formella è foderata ed incorniciata da una lamina di rame con una maniglia sul retro.

7. Karnataka.
XVI secolo.
Pietra traforata.
Cm 16 x 12.
Pubblicata nell’articolo “Giuseppe Berger:  Master Collector”, Arts of Asia Autumn 2022, pag. 79.

Questa piccola scultura fu venduta da un brahmino a Giuseppe Berger nel 1982; è consumata dall’uso e ricoperta di sostanze rituali. A sinistra si vede Daksha con la testa di capro.

8. Karnataka.
XIX secolo.
Bronzo.
Cm 29 x 25.

Pubblicata nell’articolo “Virabhadra, the Divine Warrior”, Arts of Asia, Autumn 2022, pag. 89.

 

E’ uno splendido esempio di bronzo da altare composto dalla statua di Virabhadra posta su un supporto, sul retro del quale è inserita una grande aureola. In questo caso mancano Sati e Daksha ma il dio è identificato dai quattro oggetti rituali che impugna. Sul petto porta un contenitore indossato dai brahmini e dai seguaci del dio, che contiene un piccolo shivalinga. L’elemento più spettacolare è la grande aureola -o porta dell’onore- alle spalle del dio: dall’arco si irradiano, intorno alla maschera del kirtimuka, alte fiamme stilizzate, simbolo del potere divino.

9. Tamil Nadu
XIX secolo.
Legno.
Cm 52,5 x 43.
Pubblicata nell’articolo “Virabhadra: the Divine Warrior”, Arts of Asia, Autumn 2022, pag. 84.

Nei carri processionali dell’India meridionali, veri templi mobili portati in processione per le vie del villaggio, non poteva mancare l’immagine della triade Virabhadra, Bhadrakali e Daksha sotto un arco sormontato dalla testa di un animale mitologico (kirtimukha). La formella, intagliata con un bel rilievo, era posta con molte altre sulle pareti del carro

10. Maharashtra.
XIX secolo.
Bronzo, fusione a cera persa.
Cm 7,4 x 7,5.

Questo piccolo altare, ancora intriso di rossa polvere rituale, è un perfetto esempio dello stile tribale delle placche e statue prodotte in alcune aree del Maharashtra. Le figure sono eseguite con stringhe, piastrine e palline di cera da fusione  sovrapposte in modo da creare i volumi e i lineamenti dei personaggi. La stilizzazione è radicale ma anche efficace nella sua estrema semplicità.

11. Maharashtra.
XVI/XVII secolo.
Bronzo. Cm 25,2 x 14,6.

Pubblicata nell’articolo “Virabhadra: the Divine Warrior”, Arts of Asia, Autumn 2022, pag. 85.

Quanti milioni di mani hanno accarezzato questa formella per assorbire la forza benevola del dio? E quanto tempo c’è voluto per consumarla e renderla simile a un millenario graffito che solo la fede vede ancora intatto?
In alto a sinistra due figure cavalcano un bufalo, in basso, al centro è visibile una figura a tre teste affiancata da due guerrieri e da due figure in preghiera.

12. Maharashtra
XIX secolo
Bronzo
H. Cm. 20

Per i modesti maestri fonditori lontani dai grandi e ricchi santuari che andavano da villaggio in villaggio per soddisfare la richiesta locale di murti (immagini sacre) l’importante era il dio da raffigurare e non lo stile con cui veniva rappresentato. Si attenevano quindi all’iconografia tradizionale ma la trasfiguravano attraverso il gusto personale e l’inventiva tecnica come in questa statuina. Il raffinato e spesso barocco stile classico – naturalistico è sostituito da una semplificazione un poco naive che mescola forza espressiva e fantasia.

13. Karnataka, Mysore
XIX secolo.
Tempera su cartoncino.
Cm 22,5 x 18,8.
Pubblicata nell’articolo “Virabhadra, the Divine Warrior”, Arts of Asia, Autumn 2022, pag. 86.

L’iscrizione recita: “Il dio che protegge dall’alluvione”. Si tratta probabilmente di un ex voto come ringraziamento per aver salvato un fedele del dio da un’alluvione. La forza di Virabhadra non è solo quella del guerriero che difende il villaggio dagli invasori ma diventa un potere generico che assiste il devoto in ogni sua necessità.

14. Karnataka o Tamil Nadu.
XVIII secolo.
Bronzo.
Cm 18 x 21.

Pubblicata nell’articolo “Virabhadra, the Divine Warrior”,  Arts of Asia, Autumn 2022, pag.86.

 

E’ l’elsa di una spada che ha al centro la figura di Virabhadra protetto dalle 5 teste di un cobra, ai lati il toro Nandi e un linga-yoni. Forse era l’elsa di una spada rituale o magari di una vera arma che, con l’effige di Virabhadra, diventava invincibile come il dio. Vista l’usura, di certo quella spada è stata molto usata.

15. Karnataka o Tamil Nadu.
XVII / XVIII secolo.
Bronzo e ferro.
H. cm 21,8.

Pubblicata nell’articolo “Virabhadra, the Divine Warrior”, Arts Of Asia, Autumn 2022, pag. 86.

E’ un coltello rituale, emblema in miniatura della spada dell’invincibile dio-guerriero raffigurato sul manico.

16. Karnataka.
XVIII secolo.
Rame sbalzato.
Cm 50,7 x 26,5.
Pubblicata nell’articolo “Virabhadra: the Divine Warrior”, Arts of Asia, Autumn 2022, pag. 83

 

Questa grande e rara placca sbalzata celebra il mito di Virabhadra al quale rendono omaggio, nel registro superiore, i più importanti dei indù tra i quali Vishnu.  Al centro è la grande figura del dio con Yaksha che lo venera con le mani in preghiera. In basso è raffigurato il momento topico del mito, quando Virabhadra decapita Daksha e ne presenta la testa a Bhadrakali (al centro) con Vishnu e Brahma dai quattro volti che fanno da testimoni.  I fori sugli angoli del rilievo servivano per fissarla alla parete del tempio.

17. Tamil Nadu.
XIX / XX secolo.
Oro sbalzato 22 carati.
Cm 5,5 x 3.
Pubblicata nell’articolo “Virabhadra: the Divine Warrior”, Arts of Asia, Autumn 2022, pag. 86

Cosa può proteggere più di un medaglione con l’effige del proprio dio da portare al collo? Ecco quindi che l’immagine delle tradizionali placche in metallo veniva riprodotta anche su piccoli preziosi pendenti in oro.

18. Tamil Nadu.
XIX secolo.
Argento sbalzato.
Cm 21,5 x 14.

Mentre la posizione frontale sottolinea la potenza e la fiera espressione di Virabhadra, i piedi e le gambe rivolte a destra danno una sensazione di movimento, come se il dio camminasse. Sulla fronte e sulla mano destra con la spada è stata applicata una pellicola d’oro zecchino, mentre al centro dell’acconciatura è stata inserita una punta di rubino.

19. Maharashtra (?).
XIX secolo o precedente.
Bronzo.
Cm 20,5 x 16,5.
Pubblicata nell’articolo “Virabhadra: the Divine Warrior”, Arts of Asia, Autumn 2022, pag. 85.

Il contrasto tra vuoto e pieno crea un effetto di forte dinamismo come se Virabhadra stesse danzando. Secoli di manipolazioni rituali hanno consumato il rilievo che sembra disegnato, praticamente bidimensionale.
Sul retro è applicata una maniglia che il sacerdote impugnava in modo da poter esporre la formella  ai fedeli come un ostensorio.

20. Virabhadra con Daksha e Bhadrakali.
XIX-XX secolo.
Stampa tratta dall’edizione francese del libro di Edward Moor The Hindu Pantheon.

Moor fu il primo a pubblicare nel 1810 un libro sugli dei dell’India; le illustrazioni presentavano graficamente le immagini, soprattutto statue in metallo, che Moor aveva collezionato durante la sua lunga permanenza in India come militare della “East India Company”.

21. Karnataka e Tamil Nadu.
XVIII / XIX secolo.
Lega di rame.
Da 11 a 17 cm.

Quattro statuine di Virabhadra nella classica posizione della triplice flessione (tribhanga).

22. Tamil Nadu.
XVII secolo.
Pietra. Cm 18 x 10.

E’ evidente la somiglianza stilistica di questa formella con la scultura classica  dei templi dell’India meridionale. L’uso rituale ha levigato la figura e ha dato alla pietra un intenso colore nero.

23. Maharashtra o Karnataka.
XVII secolo.
Lega di rame.
Cm 35 x 15.
Pubblicata nell’articolo “Virabhadra: the Divine Warrior”, Arts of Asia, Autumn 2022, pag. 88.

Nell’arte popolare popolare indiana  e ancor più  in quella tribale, si osserva un processo di stilizzazione che in questa placca diventa armonica semplicità. Tutti gli elementi iconografici che caratterizzano il dio sono presenti ma con discrezione, in modo da enfatizzare la figura di Virabhadra. Il suo corpo è sinuoso e si allunga straordinariamente come per affermare che la sua invincibile potenza unisce il cielo e la terra. Di fianco alla testa si vedono  il sole e la luna, simbolo del tempo e alla sommità la testa di un animale mitologico.

24. Maharashtra.
XIX secolo.
Bronzo. Cm 25 x 17,2.
Pubblicata nell’articoloVirabhadra: the Divine Warrior”, Arts of Asia, Autumn 2022, pag. 88.

 Il culto di Virabhadra si diffuse anche nelle zone tribali dell’India centrale. Le placche e le statue prodotte in queste aree copiano l’iconografia tradizionale ma la riproducono con uno stile autonomo, che privilegia la semplicità e la stilizzazione. Si noti la particolare risolutezza dello sguardo del dio e i fieri baffi che ne ornano il viso.

25.Karnataka (?).
XIX secolo.
Bronzo, fusione a cera persa.
Cm 18,5 x 13,5 x 2,4.

E’ una massiccia matrice che serviva per sbalzare le placche in lamina di rame e d’argento.
La lamina era posta sulla matrice ricoperta con una resina o cera speciale e martellata sulla matrice in un processo particolarmente lungo e delicato per evitare di forare la lamina. Terminato lo sbalzo  si procedeva con un bulino al cesello dei particolari.

26. Tamil Nadu.
XIX secolo.
Rame.
Cm 30 x 40.

 

La dimensione della placca è imponente, come la figura di Virabhadra, sbalzata con un rilievo tale che sembra in procinto di uscire dallo sfondo. Il dio, che compare al centro di un grande “arco dell’onore” con le braccia lucide per la manipolazione rituale, è nella classica posizione della triplice flessione (tribhanga), che imprime alla sua figura ancor più dinamismo.

27. Karnataka.
XVIII secolo. Lega di rame, fusione a cera persa.
Cm. 26 x 15

La semplicità del fondo accentua il rilievo delle figure. Virabhadra indossa la ricca armatura di un guerriero e impugna le quattro armi del suo potere. Sotto il supporto che lo regge è incisa probabilmente la dedica del devoto che ha offerto la formella al tempio, forse come ex-voto.

28. Maharashtra.
XIX secolo.
Bronzo. Cm 25 x 18

E’ l’unica formella che presenta contemporaneamente due immagini affiancate di Virabhadra con due e quattro braccia. Nel registro superiore, sotto il cappuccio del cobra a cinque teste, sono raffigurati Shiva con Parvati, il linga e il toro Nandi.

29. Tamil Nadu.
XIX secolo, legno
Cm. 40 x 20

E’ una bella formella di un carro processionale intagliata in profondità in modo da creare un effetto a “tutto tondo”.
Una mano di Virabhadra poggia sullo scudo decorato con le spire di un cobra.

30. Tamil Nadu.
XIX secolo, lamina di rame sbalzata
H. Cm.25
E’ la classica rappresentazione di Virabhadra nel tipico stile del XIX secolo. Ciò che distingue questa placca è la qualità dello sbalzo con una definizione dei particolari che si potrebbe definire pittorica. Ugualmente bella è la calda patina che il tempo ha dato al metallo.

Renzo Freschi
info@renzofreschi.com
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