Napoli: i tesori del Sichuan nell’antica Cina

È un piacere visitare un Museo e avere l’impressione che è vivo, bene organizzato e aperto al mondo al di là del proprio specifico orientamento. È quello che ho provato recentemente in occasione di una visita al MANN, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, per vedere Mortali Immortali, i tesori del Sichuan nell’antica Cinaambientata nello splendido Salone della Meridiana. Centotrenta reperti archeologici del Sichuan -una provincia della Cina sud-occidentale- in bronzo, giada e terracotta, dal II millennio a.C. al II secolo d.C. sono stati portati per la prima volta in Europa e sono esposti a pochi metri dei capolavori greci e romani del Museo.

L’esposizione è divisa in due Sezioni che grazie a un efficace apparato esplicativo illustrano esaurientemente l’arte del Sichuan dalla Civiltà del bronzo (1600-316 a.C.) alla Dinastia Han (206 a.C.-220 d.C.).

La Prima Sezione “La cultura religiosa nello stato degli Shu” presenta, oltre a numerosi oggetti rituali in giada, alcune grandi maschere in bronzo e una gigantesca figura umana di più di due metri di altezza. L’effetto spettacolare di queste straordinarie sculture viene ancor più enfatizzato dall’averle esposte nel Salone della Meridiana e dal contrasto tra queste opere -tanto arcaiche da sembrare creature di un altro mondo- e il decoro barocco dell’ambiente: un risultato che toglie il respiro. Sono volti di sciamani o sacerdoti, potenti intermediari tra il mondo umano e quello soprannaturale, dai lineamenti fortemente stilizzati e occhi molto sporgenti.

Di questi reperti, unici nel panorama archeologico cinese, poco si conosce se non che sono stati trovati sepolti in due grandi fosse nell’area di Sanxingdui, dove sono inseriti nell’omonimo museo.

  

La Seconda Sezione: “Storia della vita quotidiana nel mondo reale” (316 a.C.-220 d.C.) fa un salto di molti secoli e ci porta nella cultura più classicamente cinese, quando la conquista del Sichuan da parte della Dinastia Qin (221-206 a.C.) segna la fine dell’isolamento politico della regione e il suo ingresso nella storia unitaria della Cina. Inizia un periodo di prosperità che si consolida con i grandi cambiamenti sociali e culturali introdotti dalla Dinastia Han. Decadono le pratiche religiose tipiche della cultura Shu (1600-316 a.C.) e il culto dell’immortalità dell’anima si manifesta con la costruzione di tombe che riproducono in miniatura l’ambiente di vita del defunto.

La produzione di mingqi (oggetti dello spirito) si diffonde anche nel Sichuan ma adotta caratteri stilistici differenti da quelli delle altre regioni. I mattoni sepolcrali in terracotta grigia vengono decorati in modo quasi fotografico con scene della vita quotidiana che permettono di conoscere i costumi del popolo. Le statue si rivelano realistiche sia nel modellato che nelle proporzioni e il sorriso che ne illumina i volti sembra riflettere un’espressione di felicità di vivere veramente unica nella tipologia dei mingqi.

Oltre alle immagini delle statue che illustrano questo articolo sulla mostra di Napoli, ne potete vedere altre molto simili di proprietà della Galleria, pubblicate alla fine di questo articolo. Tutte le informazioni utili per visitare la mostra, aperta fino al 14 marzo, si trovano sul il sito del MANN oppure sul web alla voce “Mortali Immortali”. Il catalogo (Gangemi Editore, 255 pagg.), curato da studiosi cinesi, documenta gli scavi che portarono alla scoperta dei reperti e tutte le opere esposte.

Renzo Freschi

“Mortali Immortali”: i tesori dell’antico Sichuan
Napoli, MANN (Museo Archeologico Nazionale)
Fino al 14 marzo 2019

Alcune statue del Sichuan di epoca Han della Galleria Renzo Freschi – asian art

Renzo Freschi
Renzo Freschi
info@renzofreschi.com
1 Commento
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    Maurizio Caneppele
    Pubblicato alle 18:46h, 01 Aprile Rispondi

    Interessantissimo ed affascinate…e complimenti convinti per il nuovo sito interattivo di alta qualità!

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