Galleria:
Nuove Proposte
Giugno 2021

GANESH DANZANTE

Asia Centrale (Afghanistan?)
VII secolo (Dinastia Hindu-Shahi)
Marmo – H. 40 cm

(Pubblicato nel catalogo “Dal tempio alla corte – Capolavori dell’Arte Indiana”, n° 95)

Prezzo su richiesta

Ganesh Sthapana (part.)
India – Gujarat
Prima metà XX secolo
Ricamo su cotone con filo di seta

(vedi l’articolo “Ganesh Sthapana” su questo sito)

€uro 400

 

La statua e il ricamo rappresentano entrambi Ganesh: la prima evidenzia il movimento, la leggerezza di un corpo rotondo che sembra lievitare mentre nel secondo il dio dalla testa di elefante (in basso) e le figure che lo accompagnano sono forme astratte, come in uno straordinario disegno infantile.

La scultura è opera di un anonimo artista della dinastia Hindu-Shahi, che tra il VI e il IX secolo governò una vasta regione tra Afghanistan e India, mentre il ricamo nasce dalle mani e dalla fantasia di una donna del Gujarat.

LE DEE MADRI MAHESVARI E KAUMARI
India settentrionale
X secolo
Arenaria
H 16 cm
Una descrizione è pubblicata nella sezione “Collezioni

Euro 9300+spedizione

PORTA DI ABITAZIONE (part.)
India Centrale, Stato di Orissa
Tribù Kuttia-Kond
Inizi XX sec.
Legno, cm 147×80
Euro 4200
Vedi art. “Porte tribali dell’India Centrale”

Non è forse lo stesso spirito che anima le due Dee-Madri e la figura di una porta dell’Orissa? Più composto il movimento delle prime, più libero e potente lo slancio della seconda.

Che meraviglia una cultura che ha saputo produrre e conservare per millenni forme d’arte così diverse!

COPPIA AMOROSA (MITHUNA)
India centrale
X/XI secolo
Arenaria, H 72 cm.

Prezzo su richiesta

 

I due amanti (mithuna)sono rivolti l’uno verso l’altra in un atteggiamento di reciproca adorazione e di languida sensualità. Anche I loro corpi, soprattutto quello della donna, si toccano: con lo sguardo, con il seno che sfiora il petto dell’amato e la mano che ne accarezza il fianco, le gambe rilassate. Indossano elaborati gioielli e una veste sottile che enfatizza la perfezione delle loro fattezze. Lo slancio della composizione trasmette l’armonia e la pienezza dell’intesa amorosa, il ritratto di un amore umano che, dal piano profano, è in grado di trascendere verso quello spirituale.

DURGA MAHISHASURAMARDINI
India – Orissa
XIX secolo
Legno – H cm 63

€uro 3000 + spedizione

 

CHAMUNDA
India centrale
X secolo
Arenaria – cm 24 x 16

€uro 4200 + spedizione

 

In alto Durga prende per i capelli il demone Mahisha e lo trafigge con un tridente; la gamba appoggia sul dorso di una tigre (il suo veicolo) che addenta Mahisha. La grande testa dell’invincibile dea domina la scena descritta in modo essenziale quanto potente.
Nella formella di pietra Chamunda, una delle sette Dee Madri, balla sul corpo di un demone.
Entrambe le sculture esaltano il momento della vittoria sul male: in quella di legno con forme essenziali ma potenti, assolute, mentre nella formella di pietra, intagliata come una miniatura, il movimento è elegante e armonioso.

COPPIA AMOROSA TRA DUE COLONNE
India centrale
XI secolo
Arenaria – cm 34 x 25

VENDUTO

 

Chi l’avrebbe mai detto che, come si osserva in molte sculture medioevali, in quell’epoca fosse anche la donna a esprimere (manifestare) un esplicito approccio amoroso? D’altra parte, prima dell’arrivo dell’Islam e definitivamente del puritanesimo inglese, il sesso era sicuramente vissuto con gioiosa e aperta spontaneità, altrimenti come avrebbe potuto essere stato scritto il Kamasutra?

In questa formella due amanti sono racchiusi tra due colonne, lei abbraccia l’amante e sembra stringerlo a sé con la mano sulle spalle di lui, appoggia il piede su quello di lui, gesto di grande complicità, e accarezza languidamente il gambo di un fiore di loto. Entrambi i corpi sono nella classica posizione della “triplice flessione” (tribhanga), icona della scultura indiana, che unisce eleganza e sensualità.

TORSO MASCHILE
India (Bengala) o Bangladesh
V/VI secolo
Terracotta
h. cm 27

€uro 4800 + spedizione

PORTATRICE D’ACQUA
India, Orissa
Etnia Kond
XIX/XX secolo
Lega di rame, H. 48 cm

Prezzo su richiesta

“Leggi l’articolo”

Renzo Freschi
info@renzofreschi.com
Nessun commento

Inserisci un commento