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Novembre 2020

AGNI E LA CONSORTE SVAHA
India centrale, XII secolo
Arenaria, cm 68 x 33

Agni è il dio del fuoco e sovrintende ai riti degli dei; è chiamato “l’Antico”e la barba ne sottolinea la vetustà. Nella mano destra alzata regge il lungo cucchiaio sacrificale che serviva per versare le offerte nel fuoco sacro mentre con la sinistra cinge il seno della sposa Svaha. La dea tiene in mano la brocca per le libagioni. I due dei sembrano danzare nella classica posizione “della triplice flessione” uniti in un’armonia che unisce sentimento e sensualità.

TESTA INCORONATA DI UN BODHISATTVA
India settentrionale, area di Akhnoor. VII secolo
Terracotta con tracce di doratura. H 16 cm

In un’area situata tra gli odierni Afghanistan, Pakistan e India si svilupparono degli stili locali che mescolano elementi del Gandhara con altri di influenza indiana e soprattutto del Kashmir, regione che a quei tempi era un importante area di fede buddhista.

PAGINA MINIATA
India, Rajasthan
XVIII/XIX secolo

Tempera e oro su carta, cm 30 x 20

E’ il foglio di un album miniato di soggetto sconosciuto. Il retro, decorato con un ricco vaso di fiori all’interno di una cornice floreale, porta una iscrizione in urdu, lingua della corte Mogul.

MASCHERA DI ABI
India, Arunachal Pradesh
Legno con lacca nera e rossa, H. 25 cm

E’ la maschera dell’antenata Abi, la matriarca dell’etnia Monpa, popolazione di religione buddhista che risiede in una regione ai confini tra Tibet, Birmania e India. Rappresenta uno dei personaggi leggendari di una saga popolare che mescola elementi dell’etica buddhista e leggende etniche. Il suo viso è segnato dalle rughe dell’età e il collo è ingrossato dal gozzo, malattia endemica dei Monpa.

MASCHERA RITUALE
Nepal settentrionale o Tibet, XIX sec. o prec.
Legno patinato, H 27 cm

Tra i vari personaggi delle maschere delle danze rituali “Cham” c’è una coppia di “protettori” dall’aspetto terrifico ma solo per scacciare le forze del male nemiche del buddhismo. Questa antica maschera con una straordinaria patina d’uso proviene da un monastero del Nepal settentrionale.

MAITREYA, IL BUDDHA DEL FUTURO
Cina, (618-906)
Terracotta, H. 36 cm

Durante la Dinastia Tang il buddhismo conobbe in Cina una grande popolarità, prima che il suo culto fosse temporaneamente proibito da un imperatore contrario alla diffusione di fedi straniere. Maitreya è il Buddha che si manifesterà in futuro per dare l’avvio a una nuova era di pace e consapevolezza. Questa elegante figura seduta “all’occidentale” è un bel esempio della fase più feconda della scultura Tang.

PRABHA/MANDORLA
Tibet, XVI secolo
Lamina di rame sbalzata e dorata

Cm 36 x 34

Al centro di questa aureola era posta la statua di una figura eretta. Le due file laterali mostrano otto differenti bodhisattva seduti su un fiore di loto. Lo stile riprende quello del famoso Tempio di Densatil distrutto durante la Rivoluzione Culturale cinese.

HANIWA DI UNA SCIAMANA
Giappone, periodo Kofun (250-538)
Terracotta, cm 54 x 35

Le sculture “Haniwa” (figura vuota in terracotta) risalgono a uno dei periodi più antichi della storia giapponese, quando il buddhismo non era ancora arrivato nel Paese. Erano figure funerarie poste nelle tombe dell’aristocrazia o di eroici condottieri; sono sculture di sobria essenzialità cariche di un arcaico e potente mistero.

PHUR-PA KILAYA
Tibet, XIX secolo
Legno patinato, H. 48 cm

Phur-pa kilaya è una divinità tutelare che aiuta chi medita a superare gli ostacoli mentali che si presentano nel suo percorso spirituale. Ha tre facce e sei mani, due delle quali impugnano un pugnale rituale (phur-pa). Quando questo phur-pa fu acquistato circa quarantanni fa a Kathmandu fu riferito che si trattava di un “phur-pa madre” che veniva sospeso con una corda inserita nei fori delle braccia sopra altri phur-pa che dovevano essere consacrati. Nella parte posteriore è stato intagliato ma sottosopra il viso probabilmente di un secondo phur-pa kilaya.

VARAHA, Vishnu nella forma di cinghiale
India Centrale, X secolo
Arenaria, H. 50 cm

La terza delle 10 mitologiche incarnazioni del dio Vishnu è Varaha, il cinghiale che salva la Terra rapita da un demone che voleva portarla con sé nelle acque profonde. Vishnu-Varaha con le sue zanne la strappa dall’abbraccio mortale del demone e la porta in salvo. La scultura rappresenta con straordinario dinamismo il momento in cui il dio solleva la Terra dalle acque primordiali. Il suo corpo potente e contemporaneamente elegante sembra librarsi nell’aria.

TESTA DI BUDDHA
Arte Mon di “Dvaravati”
Thailandia meridionale, VIII secolo

Stucco con pigmento ocra, H. 29 cm

 

L’ovale accentuato del viso, le labbra piene e gli occhi socchiusi rivolti in basso sono caratteri tipici dell’arte Mon, etnia che si stabilì già nel primo millennio a.C. in alcune aree della Thailandia e della Birmania. L’arte buddhista di Dvaravati, nome che definisce un periodo storico, stilistico e geografico, fu influenzata da quella indiana del periodo Gupta e portò alla diffusione del buddhismo indiano in tutto il Sud-Est asiatico.

SHIVA
India meridionale, Tamil Nadu
XVIII secolo, bronzo, H. 54 cm

Questo bronzo da altare è composto da tre parti separate, la statua del dio, la base su cui poggia e l’aureola (toran) che lo circonda. Shiva è rappresentato in una delle sue molteplici forme, con quattro braccia e la testa di Ganga, dea dell’omonimo fiume, che sporge sulla corona.

TESTA DI LUOHAN
Cina, Dinastia Ming XIII-XV secolo
Arenaria, H 23 cm

Luohan è il nome cinese (arhat) dei sedici discepoli del Buddha storico, ognuno caratterizzato da una differente espressione del viso e dei caratteri fisionomici. Il capo è rasato, come nella tradizione dei monaci buddhisti, e i volumi ben modellati e proporzionati evidenziano la fisionomia del viso.

PADMAPANI AVALOKITESVARA
Nepal, XIII secolo
Legno con tracce di doratura, H 12 cm

Padmapani è una forma del bodhisattva Avalokitesvara, il perfetto compassionevole che rinuncia alla buddhità per aiutare il genere umano sulla via della Conoscenza. Con la mano sinistra sollevata regge un fiore di loto mentre la destra è nel gesto di “allontanamento della paura”. Questa piccola ma elegante scultura riprende il classico stile del primo periodo dell’arte della Dinastia Malla

Renzo Freschi - asian art
Renzo Freschi
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