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Le nuove proposte
Novembre 2019

LOKESHVARA

Arte Khmer, Cambogia
Stile del Bayon, XIII secolo
Arenaria – H. cm 82

Lokeshvara, il “Signore del mondo”, è il bodhisattva più venerato in area khmer ed è una emanazione del Buddha Amitabha, “Luce infinita”, da cui eredita l’incommensurabile radianza. Pur potendo attingere il nirvana, il bodhisattva sceglie di restare nel mondo per condurre gli altri esseri alla salvezza. Questo Lokeshvara reca nell’alta crocchia cilindrica di ciocche stilizzate trattenuta da un filo di perle e trasformata in corona, l’immagine di Amitabha. Nella veste molto corta, che lascia supporre una ulteriore vestizione della statua con abiti in stoffa, il lembo passato tra le gambe ricade davanti e dietro nel classico drappeggio ad ancora. La cintura è costituita da placche con fiori di loto a otto petali – il cui numero sacro rimanda all’ottuplice sentiero di salvezza buddhista – racchiusi in una doppia fila di perline che orna anche l’orlo della veste. Il raccoglimento, la contemplazione e lo stato di appagante beatitudine distendono le labbra del bodhisattva nell’ineffabile sorriso interiore che costituisce la principale caratteristica dello stile del Bayon.

Marilia Albanese

SHIVA e PARVATI (Umamaheshvara)

India, Rajasthan
XI secolo
Pietra grigia (basalto?)
cm 91

Shiva e la sua consorte Uma o Parvati, suprema coppia divina, siedono uniti in un eterno abbraccio. Insieme sono l’Assoluto, la Totalità: lui rappresenta l’immutabile, l’eterno; lei è l’energia, l’aspetto dinamico. Impersonano gli opposti, e il loro superamento; la molteplicità delle cose, e il ritorno all’Unità. Qui il contegno di Shiva è infatti imperturbato, immobile, mentre in Uma si concentra tutta l’iniziativa, la tensione. Gli animali caratteristici delle due divinità, il toro e il leone, sono accovacciati ai loro piedi.

Cinzia Pieruccini

TEMPIO DI SHIVA, ISOLA DI ELEFANTA

48 x 65 cm
(lo stesso soggetto è pubblicato nel libro: “India Yesterday andToday-Aquatints by Thomas & William Daniell”, di George Michell e Antonio Martinelli, Swan Hill Press, England, 1998, pag. 182 in basso):

Uno shivalinga nel suo santuario si porge alla devozione dei fedeli nel cuore di questo tempio scavato nella roccia, sorvegliato da coppie di enormi figure di guardiani poste lungo le entrate di accesso ai quattro lati. Il soffitto piatto è sorretto da belle colonne in parte lavorate, mentre l’ammasso di rocce collassate alla sinistra dell’immagine rivela quello che era un accesso naturale al tempio.

 Per ulteriori informazioni sui Daniell, leggi l’articolo “Cinque acquatinte di Thomas e William Daniell” pubblicato nella sezione Articoli.

LA MOSCHEA DI KANAUJ

48 x 65 cm
(lo stesso soggetto è pubblicato nel libro: “India Yesterday and Today-Aquatints by Thomas & William Daniell” di George Michell e Antonio Martinelli, Swan Hill Press, England, 1998; pag. 92 a sin.)

I resti della moschea di Kanauj risalgono al VII-VIII secolo ma gli altri edifici eretti da Iraham Shah di Jaunpur datano 1406. Oggi il luogo si chiama Makhdum Jhanina, e presenta colonne, archi e sala di preghiera caratteristici dell’architettura musulmana prima dell’arrivo dei Moghul.

 Per ulteriori informazioni sui Daniell, leggi l’articolo “Cinque acquatinte di Thomas e William Daniell” pubblicato nella sezione Articoli.

CAVALLO DA PARATA

Cina
Dinastia Wei del Nord (386-534)
Terracotta policroma – H. cm 33
Datazione confermata da test di TL (termoluminescenza)

Dopo il lungo e pacifico regno della dinastia Han (206 a.C.–220 d.C.) la Cina è sconvolta da conflitti interni e con i barbari del Nord, che si protraggono per oltre quattro secoli. La dinastia dei Wei del Nord appartiene a quest’epoca, e la sua arte viene quindi influenzata dalle turbolenze storiche. In campo artistico, il potere non si esprime più nella rappresentazione “naturalistica” di uomini e animali ma attraverso l’accentuazione dell’aspetto militare e guerresco. La bardatura dei cavalli si arricchisce allora di pennacchi, collari, nappe e campanelle destinati alle sontuose parate con le quali il sovrano manifesta il suo orgoglio militare e la sua raffinatezza. Inoltre, non si ritiene più necessario che le figure destinate alle tombe di alto rango siano di grandi dimensioni, bensì rifinite di raffinati dettagli.

Rispetto alla rigida e un poco tozza stilizzazione dei predecessori Han, questo cavallo presenta gambe più sottili. Il largo collo arcuato si restringe verso la piccola testa delicata, e il dinamismo del portamento è accentuato dalla curva del collo che si alza leggero ma potente e dalla grande sella di sbieco sul dorso. Si osservi proprio la linea della sella, con i rilievi delle staffe, e poi l’eleganza dei finimenti: il pennacchio sulla testa e le campanelle che decorano il petto, che fungevano forse da accompagnamento sonoro all’andatura danzante di questo animale sapientemente ammaestrato.

Il test di termoluminescenza conferma la datazione proposta e quindi l’autenticità dell’opera.

LOKAPALA – PROTETTORE DI TOMBA

Cina
Dinastia Tang (618-907)
Terracotta policroma
H. cm 26
Datazione confermata da TL test (termoluminescenza)

Questo lokapala, figura mitologica che protegge la tomba da profanatori, demoni e spiriti malefici, si erge con decisione sul corpo di un bue, un piede sulla testa e l’altro sulla groppa. La mano destra impugnava probabilmente una lancia o una spada, quella sinistra è completamente aperta per bilanciare la posizione del corpo. Occhi sporgenti, sguardo torvo, mascelle serrate, fronte aggrottata: è la maschera grottesca di una creatura invincibile. La corazza-armatura che modella il corpo possente è elaborata e composta di più elementi. Dalle spalle a foggia di testa di drago escono le braccia con larghe maniche svolazzanti; un collare a forma di corno d’animale protegge il collo; la veste decorata con medaglioni a rilievo e delicati motivi floreali termina

diagonalmente a punta sul davanti e con una sorta di coda a strascico di dietro, scoprendo gli alti gambali protettivi. La forza soprannaturale di questa creatura onirica è accentuata dal dinamismo del tronfio corpo e dall’ondeggiare delle decorazioni e dei tessuti che lo avvolgono con eleganza; un’eleganza resa straordinaria dalla colorazione intensa dei pigmenti originali e dai profili illuminati da applicazioni di foglia d’oro.

Renzo Freschi - asian art
Renzo Freschi
info@renzofreschi.com
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